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Mercato immobiliare prezzi tendenze post Covid_19

Dal lungo periodo di lockdown, imposto dalla fase epidemica dovuta alla diffusione del virus Covid_19, ne sono derivate conseguenze che difficilmente avremmo immaginato anzitempo. Tutti gli ambiti economici ne sono risultati coinvolti anche il settore immobiliare. I prezzi e le aree, in conseguenza dall’adozione della formula dello smartworking, imposto alle attività nel settore privato ed anche nel settore pubblico. 

Il mercato immobiliare è rimasto coinvolto, da un lato ovviamente per la ridotta operatività delle Agenzie e degli operatori, ma soprattutto in ragione dei mutamenti nella tendenze nelle ricerche degli utenti, che ha modificato il segmento residenziale.

Come riportano le testate specializzate e confermato da tutti gli analisti e dai grandi player del settore, si prevede che quest’anno il numero delle compravendite giungeranno alle 470 mila circa, vedremo il mercato segnare un deciso ribasso pari al -20 e -30 per cento.

Fattori che combinati con le diverse e nuove esigenze dei lavoratori, oggi coinvolti con sempre maggiore soddisfazione e tutela, nel lavoro a distanza o nel telelavoro o lavoro smart, slegati dai canonici orari di lavoro, sono spinti a spostare l’attenzione nella ricerca di case in aree che possano garantire una sempre maggiore abitabilità e versatilità degli ambienti.

Ampie metrature e ampi spazi, fino ai 150 metri quadri ed oltre, vivere la casa 24 ore su 24 ha riacceso la voglia di abitazioni più grandi. Salone, comode camere da letto, zona living e soggiorno confortevoli, terrazzo, giardino, locali per il fitness, da usare anche per il lavoro ed il tempo libero.

Case di conseguenza ubicate in aree geografiche lontane dalla sede dell’attività lavorativa, quel che si richiede è siano coperte dalle infrastrutture a partire dalla presenza di fibra ottica, ed a seguire la disponibilità di efficienti vie di trasporto pubblico e privato.

E’chiaro come possa ovviamente delinearsi una rinascita delle periferie o meglio dell’abitare nei dintorni, attorno alla città, nei piccoli comodi centri abitati, lontani dai caotici centri cittadini, in cui smog, traffico congestionato e alti prezzi al metro quadro, costituiscono ostacoli al buon vivere, soprattutto per chi non abbia la possibilità di disporre di budget elevati.

Il fenomeno cresce, alimentato dalla ripresa della diffusione dei contagi dovuta alla diffusione dei focolai infettivi, con limitazioni oggi ancora parziali ma che già allungano i tempi e rimettono in discussione la ripartenza prima immaginata, visto il diffondersi dei contagi sul territorio nazionale.

Nel frattempo lavoratori ed Aziende attendono il pronunciamento del Governo che dovrebbe fare seguito all’incontro previsto per il prossimo 24 settembre che vedrà confrontarsi il Ministro Catalfo ad un tavolo con le associazioni Datoriali e i Sindacati.

Le stime previste dal Governo confermano un obbiettivo pari al 60% dei lavoratori del settore pubblico, impegnati da remoto per il 2021.

Tutto lascia presagire che il ricorso a questa metodologia lavorativa non potrà che crescere e consolidarsi.

Sappiamo che fenomeni del genere, una volta introdotti, difficilmente potranno essere sconfessati, e difficilmente si possa tornare indietro, quindi di conseguenza la ricerca delle Abitazioni (beni immobili) è diverso non un semplice trend passeggero di mercato, piuttosto un fenomeno destinato a consolidarsi e crescere.

Il sud Italia, il meridione del nostro Paese, che vanta aree e ampie porzioni di territorio dove i bassi prezzi delle abitazioni in affitto ed in vendita, potrebbero beneficiare di un fenomeno nuovo, definito con un neologismo appena coniato: Il south working, lavorare da Sud, complice la fuga verso il Sud di tutti quei lavoratori e studenti che lavoravano o studiavano al Nord, adesso impegnati dopo il lockdown, con il lavoro da remoto e la didattica a distanza, svuotano le grandi città e metropoli del Nord. 

Una rivoluzione quasi copernicana, lo stravolgimento della logica per cui ci si sposta al Nord per lavorare e studiare. I benefici sarebbero quindi significativi ed importanti per l’intero tessuto economico nazionale. Un riequilibrio nel valore degli immobili, e non solo, tra le grandi città del centro nord ed i loro centri cittadini e le aree del Meridione. Occasioni reciproche sia per chi vende che per chi acquista ed ancora per chi lavora ed offre servizi o beni. 

Ancora poche settimane fa la variazione dei prezzi nel settore residenziale ha segnato dei ribassi in cui il valore più negativo è stato registrato a Genova (-2,1), Bari (-2,0) e Catania (-1,5), Messina segue attestandosi su variazioni simili sempre in contenuto ribasso. 

Il consiglio è davvero semplice, come spesso accade, l’importante è anticipare il trend. Acquistare oggi potrebbe essere un vantaggio, trovare più facilmente la casa in cui vogliamo abitare, ad un valore di acquisto meno dispendioso, magari puntando verso i piccoli centri, o l’immediata periferia.

Durante l’estate il fenomeno del South Working ha spinto la ricerca delle case in alcune città del Meridione ma non solo. In pole ci sono oltre alla Sicilia anche Calabria, Puglia, Sardegna. La ricerca di case in affitto o in vendita in alcune città del Sud è aumentata di molto rispetto al passato, con interessanti incrementi per tutte le provincie siciliane in particolare a Palermo.

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